Liberati ora da tutte le cattive abitudini

Analizzando la tua vita hai riscontrato delle cattive abitudini che desideri cambiare, ma non sai come fare? Probabilmente ci hai già investito un sacco di energie, ma non ottenendo i risultati sperati, hai perso la fiducia e ti sei arreso? Cos’è una cattiva abitudine? Un esempio semplice è il vizio del fumare o del bere, i quali generano dipendenza e possono diventare cattive abitudini difficili da eliminare!

Tranquillo, in questo articolo ti darò qualche dritta e sono sicuro che potrai sostituire tutte le tue cattive abitudini in alcune più sane!

Si cambia più facilmente religione che caffè.
(Georges Courteline)

Fin da quando eri piccolo, ti hanno sempre insegnato che il modo più efficace per imparare qualcosa è tramite la ripetizione. Ed è vero! Prendi come semplice esempio i bambini piccoli: loro utilizzano naturalmente questa tecnica, molto meglio di noi adulti. Una teoria che spiegherebbe il perché da bambini sia più semplice imparare tante cose, come diverse lingue, risiede nel fatto, che il piccolo è libero da qualsiasi forma di “pregiudizio“.
La ripetizione è davvero uno strumento formidabile che non si adatta solo agli umani, ma è la tecnica che utilizzano anche gli addestratori di animali.

Perché la ripetizione è così efficace?

Ripetere tante volte qualcosa crea nel cervello uno schema, si forma quindi un abitudine dentro di noi.
Ad esempio, quando sei triste o ti senti giù di corda, magari (come me) ti viene voglia di mangiare del cioccolato o un bel gelato! Questo avviene perché il nostro cervello sa bene che questa azione ci farà sentire subito meglio, definiamola quindi come la nostra ricompensa.

Ora, sai bene che, come ci sono abitudini positive, ne abbiamo fin troppe negative. Ad esempio, sappiamo bene che il cellulare comporta un calo vertiginoso dell’attenzione, ci bombarda di informazioni e crea nuove “esigenze” pericolose, come rispondere ad un messaggio mentre si guida!

La tecnica della ripetizione viene usata anche da moltissimi “GURU” motivazionali. Loro però si limitano a dirti che ti basterà ripetere (mentalmente) quello che desideri diventare, provando un sentimento di benessere come se il tuo sogno fosse già realtà e in qualche modo questo succederà.
Sicuramente male non fa, nel peggiore dei casi hai fatto un buon allenamento per il tuo cervello, ma una volta che entri in questo stato di benessere, invece di aspettare che le cose piovano dal cielo, dovresti concentrarti di più sull’atto pratico, agendo concretamente affinché i tuoi sogni si possano realizzare.

Allora, come rompere questi schemi negativi?

La meditazione è un pratica sempre più diffusa (per fortuna), veramente salutare che puoi sfruttare per diventare più consapevole di te stesso!
Imparare a prestare attenzione a quello che ti sta capitando nel presente, ti sarà estremamente utile per identificare il preciso momento in cui senti un “impulso” che riconosci come dannoso, come ad esempio fumare.
Una volta identificato il momento, potrai spostare la tua attenzione dentro di te, analizzandoti introducendo un elemento decisivo, la curiosità!

Sì, esatto, la curiosità è fondamentale e la dovrai applicarla su tutto quello che ti capita, su quello che provi e infine chiederti il perché stai facendo una determinata azione per te dannosa.

In milioni hanno visto la mela cadere, ma Newton è stato quello che si è chiesto perché.
[Bernard Baruch]

La curiosità su un preciso comportamento (dannoso) ti porterà ad analizzare i tuoi sentimenti e ti aiuterà a comprendere meglio la pericolosità di quel semplice gesto automatizzato. Se sei un fumatore potresti scoprire che fumare non ti è mai piaciuto davvero, sono molti infatti quelli che fumano più per abitudine o per “moda” che perché gli piaccia farlo.

L’abitudine ci nasconde il vero aspetto delle cose.
[Michel de Montaigne]

La curiosità porterà naturalmente alla comprensione e questa ti permetterà di rompere definitivamente lo schema della ripetizione! 

Scopri anche che rapporto c’è tra curiosità e intelligenza in questo articolo!

 

Esperimento

Sono stati presi due gruppi di fumatori: ai primi veniva solo detto di non fumare, alcuni ci riuscivano a smettere per un po’, ma poi ci ricadevano. Al secondo gruppo gli venivano poste alcune domande, sul perché sentiva quella necessità, su cosa provava mentre fumava, cosa sentiva dopo che averla fumata e molte di loro ammettevano che era una cosa che non gli piaceva davvero, ma che facevano per abitudine.
Grazie a questa consapevolezza alcune di loro riuscirono a smettere definitivamente.


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