Minimalismo Economico: 6 Tecniche per Lavorare Meno

Viviamo in un’epoca in cui il consumismo rappresenta l’anello centrale del commercio.

La situazione che abbiamo intorno è molto più drastica di quello che possiamo pensare, infatti, capita spesso di non rendersi conto di quanto l’eccesso possa trasformarsi in un vero e proprio cancro sociale, sia per quanto riguarda l’ambiente e sia per quel che concerne il nostro stile di vita.

I sostenitori della filosofia di vita minimalista sanno bene di cosa sto parlando, difatti, queste persone sono riuscite a trovare il Santo Graal di uno stile di vita che mira alla felicità personale e altrui, nel totale rispetto della natura e di ciò che ci circonda.

Riescono a giovare del loro tempo, posseggono una maggiore quantità di risparmi e soprattutto riescono a lavorare meno guadagnando di più.

Il minimalismo economico, quindi, potrebbe davvero migliorarti la vita.

Tabella dei Contenuti

Che cos’è il Minimalismo Economico?

Si tratta di un’estensione del Minimalismo vero e proprio, quindi, anche in questo caso viene messo in primo piano il principio di evitare l’eccesso.

Il motto “less is more” ovvero “meno è meglio” è il mantra dei minimalisti.

Quest’ultimi sono riusciti a trovare la felicità evitando il “troppo” e imparando ad accontentarsi di quello che posseggono. Ovviamente, applicando questo pensiero all’aspetto economico possiamo analizzare a fondo come potrebbe cambiare drasticamente il Capitalismo, senza distruggerlo però, ma direi quasi ottimizzandolo e portando, di conseguenza, i consumatori a vivere una vita migliore.

Il Capitalismo e l’Obsolescenza Programmata

Potresti immaginare il Capitalismo come una vera e propria ruota, infatti, il suo funzionamento è altamente prevedibile per quelli che sono gli esperti del settore. Di seguito ti elenco quali sono i principali step di questo sistema economico:

  1. Delocalizzazione: Al giorno d’oggi, le aziende, che vogliono massimizzare i profitti, spostano i loro processi produttivi in altri Paesi che ovviamente hanno leggi molto più deboli rispetto ai Paesi evoluti. Questo li aiuta ad avere una maggiore produzione con costi decisamente ridotti.
  2. Pubblicità: Il bombardamento pubblicitario è presente in ogni dove, si passa dalla pubblicità presente in televisione a quella sui cartelloni stradali. Il suo scopo è quello di dirci che noi abbiamo bisogno di quel prodotto. In che modo lo fanno? Puntando sulla nostra insicurezza. Infatti, lo status sociale, e quindi l’affermazione del proprio Io, è il nostro punto debole, tutti vogliamo sentirci accettati dal prossimo. Il mezzo pubblicitario diventa così la risposta a questo dilemma sociale, ci dice quindi cosa dobbiamo acquistare per apparire socialmente desiderabili verso chi ci sta accanto.
  3. Accumulo di rifiuti: Questo è il danno collaterale del consumismo. Dopo aver acquistato oggetti che non ci servono, e che sono soggetti a usura, saremmo quindi costretti a gettarli via per acquistarne altri che siano nuovi di zecca ed è proprio qui che la ruota ricomincia a girare da capo.

Dall’ultimo punto, si può analizzare che ogni prodotto che esce dalla catena produttiva sopracitata è soggetto a una obsolescenza programmata, che per chi non la conoscesse, è una vera e propria politica di progettazione di un prodotto. Quest’ultimo viene creato con una vita utile artificialmente limitata, in modo che quando la sua funzione si esaurisce, il consumatore è costretto a comprarne uno nuovo.

Quali sono i danni di questo meccanismo?

È facile dedurli, potremmo pensare allo scioglimento dei ghiacciai, al surriscaldamento globale, all’estremo accumulo di rifiuti tossici che vengono scaricati in mare, ma anche a come molte specie, compresa la nostra, tra qualche decennio o poco di più, arriveranno ad estinguersi.

Questi, però, sono problemi che la maggior parte delle persone non riescono a percepire, e non perché sono estremamente insensibili, ma perché chi muove i fili di questo meccanismo, sa come nasconderli.

È risaputo che i mass-media scelgono a quali notizie dobbiamo porre maggiore attenzione. Se ci pensi una maggiore sensibilizzazione di questi temi sconvolgerebbe i consumatori, dandogli modo di rendersi conto dei danni che stanno producendo (involontariamente) all’intero pianeta, è importante, quindi, spostare l’attenzione su altri generi di notizie che possano aiutare il meccanismo ad andare avanti.

Come cambierebbe la nostra vita se applicassimo il Minimalismo Economico?

Ovviamente, per mandare avanti il meccanismo descritto sopra, bisogna creare guadagni e per creare guadagni bisogna lavorare molte ore, è tutto commisurato. È per questo che se si vuole vivere uno stile di vita dignitosamente felice, come anche discusso in questo articolo, bisogna comprendere quali sono le nostre vere necessità e ascoltarle!

Henry D. Thoreau ha toccato questo tema quasi 200 anni fa, questo può farti riflettere, su quanto la situazione stia peggiorando sempre di più. Scrisse un libro intitolato “Walden ovvero Vita nei boschi” che trattava proprio questo ambito. In breve, racconta il suo progetto, durato circa un paio d’anni, nel quale si mise alla prova per vedere quanto poteva spingersi oltre per riuscire a vivere con solo ciò che è essenziale. Quello che questo piano portò in luce fu davvero sconcertante, ovvero, si rese conto che ovviamente per avere beni in eccesso siamo costretti a lavorare ore in eccesso e questo oltre a intaccare il nostro tempo libero va ad aumentare anche il nostro senso di costrizione e preoccupazione.

Ci fa anche rendere conto di quanto siamo legati al nostro lavoro con delle catene immaginarie che ci portano a creare bisogni che in realtà non ci servono, questo potrebbe definirsi come un vero e proprio disagio psicologico.

Infatti, è scientificamente provato che la sindrome da shopping compulsivo sia causata da forti disturbi ansiosi e uno stile di vita incentrato sul continuo lavoro arreca ansia.

Ma non è solo lui a mettere in luce questo problema, al giorno d’oggi un altro nome noto è quello di Marie Kondo, la famosa consulente del riordino giapponese, che ci insegna quali sono realmente gli oggetti di cui abbiamo bisogno e quali invece dobbiamo puntare a eliminare dalla nostra vita o ancora Sarah Knight, scrittrice freelance, che nei suoi libri sostiene fermamente che devi estirpare dalla tua vita tutto ciò che ti rende triste e non si parla solo di oggetti ma anche di situazioni e/o persone!

5 tecniche e 1 Bonus per mettere in pratica il Minimalismo Economico

Ora che abbiamo compreso quali sono i danni che il sistema produttivo genera, è importante iniziare a fare i primi passi per avviare il cambiamento.

Ricorda che è una persona nel suo piccolo può dare un vero e proprio scossone al mondo circostante, questo perché adottando stili di vita e di pensiero diversi può, con il passaparola, influenzare altre persone portando un importante miglioramento.

Quindi non pensare che adottare queste tecniche da solo possa essere inutile, perché non lo è. Ecco 6 consigli essenziali per applicare questa filosofia nella tua vita:

1. Punta all’ecosostenibilità e al riciclo

Il fatto di andare a fare la spesa con buste in stoffa anziché utilizzare sempre quelle di plastica ti aiuterà a risparmiare molti soldi nel tempo, lo stesso potresti applicarlo anche all’acquisto di cannucce in metallo invece che in plastica o comunque dovresti chiederti se per quel determinato prodotto che stai acquistando ne esiste uno alternativo che minimizzi i rifiuti e che abbia una maggiore durata utile.

2. Utilizza i mezzi pubblici, evita l’auto

Senza ombra di dubbio, l’uso dell’auto è molto più comodo, ci porta in poco tempo un po’ ovunque, ma è anche un enorme costo!

Infatti, il bollo, l’assicurazione e la manutenzione sono spese vive che dobbiamo sostenere per metterla su strada, per non parlare del carburante. Un’alternativa potrebbero essere i mezzi pubblici, il car sharing o una bicicletta!

Attenzione però, con questo non voglio dire che non devi possedere un auto, potresti averne una che abbia un emissione di anidride carbonica più bassa e con relativi costi di manutenzione ridotti.

Per esempio, l’acquisto di un auto a GPL potrebbe fare al caso tuo, il carburante costerà meno, le agevolazioni per il bollo sono parecchie e l’assicurazione avrà costi decisamente più bassi perché queste auto di solito non sono molto potenti, in più, se abbini l’utilizzo dell’auto solo per vere e proprie necessità con l’utilizzo di mezzi pubblici per spostamenti di routine, ti renderai conto di quanto il tuo stile di vita possa migliorare drasticamente, aumentando il tuo capitale e la tua salute.

Ricordati che camminare fa sempre bene!

3. Evita di comprare oggetti, punta agli attimi

Compra oggetti che davvero ti servono, non cercare di apparire migliore agli occhi delle persone solo perché possiedi qualcosa che loro non hanno.

Cerca piuttosto di spendere i tuoi soldi in attimi che possono diventare ricordi, per esempio, spendere i propri soldi in un viaggio è la miglior azione che potrai fare per il tuo benessere psicofisico.

Infatti, i viaggi ti cambiano dentro, ti aiutano a vedere il mondo da un’altra prospettiva, ad aumentare le tue conoscenze e a interfacciarti con culture completamente opposte alla tua.

Ringrazierai ogni centesimo speso!

4. Non comprare, chiedi in prestito

Se devi fare un lavoro saltuario che senso ha comprare tutti gli attrezzi per farlo? Se, per esempio, devi tagliare un albero in giardino, non ha senso spendere 200€ per una motosega che userai una volta soltanto.

Chiedila in prestito a qualcuno che conosci o semplicemente noleggiala!

5. Controlla la tua alimentazione

Il cibo è il carburante del nostro corpo, non riempirlo con alimenti spazzatura o con tutto ciò che realmente non sazia, come per esempio il cibo dei fast food.

Cerca di avere un’alimentazione bilanciata, mangia solo quando senti di avere davvero fame, non riempirti solo per affogare i dolori e soprattutto controlla quello che compri.

Molte carni o verdure, sono piene di sostanze dannose per il nostro corpo, valuta sempre il km zero quando si tratta di mangiare.

6. Bonus: Conta in ore lavorate quello che stai per comprare

Questo è un modo diverso di guardare il prodotto che stai per acquistare. Se stai per comprare una centrotavola che costa 30€ ma tu sei pagato 8€ l’ora, conteggia quante ore dovrai lavorare per recuperare i soldi spesi!

So che per una persona abituata a uno stile di vita improntato totalmente verso il consumismo, mettere in pratica questi consigli sia davvero difficile, ma ti renderai conto che facendo un passo alla volta, le tue giornate saranno molto più armoniose, avrai molto più tempo per te stesso e per fare quindi le cose che ti piacciono sul serio.

Il minimalismo economico potrebbe cambiare davvero la tua vita dalle radici.

Perché non provare? Ti garantisco che non tornerai più indietro!

Chi è l'Autrice e cos'è Pensa&Agisci?

Mi chiamo Giorgia e Pensa&Agisci lo descriverei come la mia estensione. È un blog nato dalla voglia di voler comunicare con il mondo tutte quelle che sono le informazioni che cerco di assimilare ogni giorno per un continuo miglioramento personale.

Sicuramente internet è pieno di risposte ma è anche pieno di molte domande. Il mio blog mira proprio a rispondere a quelle domande che ancora non hanno una risposta chiara o approfondita. 

Chi è Giorgia?

foresta indonesia di giorgia L di pensa e agisci

Questa è sempre una domanda difficile alla quale rispondere, prima di dire chi sono davvero, vorrei dire chi ero.

Ero una persona che aveva tutto: un buon lavoro, una bella macchina e una bella casa. Non mi mancava niente, eppure, ogni giorno che passava il mio vuoto interiore aumentava. Cosa facevo per riempirlo? Semplice, acquistavo oggetti, riempivo le mie giornate con persone che si trasformavano in dei veri e propri vampiri energetici, dicevo “sì” a chi dovevo dire “no” e, infine, concludevo le mie giornate tediandomi perché la mia vita stava andando tutta per il verso sbagliato.

Finché, un giorno aprii gli occhi: una persona a me molto cara, mi fece notare che stavo gettando la mia vita alle ortiche e che dovevo fare di meglio per me stessa. Passò ancora un anno da quelle parole, che se pur leggere, possedevano un significato molto forte e unite al peso di quella vita opprimente, la decisione per cambiare era quasi presa.

Come finì? Che una mattina mi svegliai, nello specifico il giorno del mio compleanno, e senza troppi se e troppi ma, mi licenziai con effetto immediato. Il passaggio successivo è stato quello di ridurre le spese, presi un’auto più piccola e una casa più economica e da qui nacque la magia…

Ero senza niente di concreto in mano, con l’ansia di finire sotto un ponte e giudicata dal mondo per quello che avevo fatto. Sinceramente, ringrazio tutti i giudizi e le cattive parole, perché mi hanno portato a costruirmi una vita che non avrei mai potuto avere prima. Infatti, mi misi prima a lavorare creando loghi e la mia passione per la grafica vettoriale mi ripagò, per poi iniziare a lavorare come correttrice di bozze freelance, riuscendo a soddisfare così anche la mia grande passione per i viaggi.

Ma c’era ancora qualcosa che volevo dire al mondo e quindi decisi di aprire il mio blog, Pensa&Agisci, perché volevo che la consapevolezza che ho trovato io la potessero trovare anche gli altri.

Cos'è Pensa&Agisci?

È il mio punto d’arrivo e allo stesso tempo il mio punto d’inizio. È un canale che mi permette di farmi conoscere per quella che sono davvero e non per quella che dovrei essere per sentirmi socialmente “accettata” da tutti. Il nome è univoco, significa Pensa per Agire.

Lo scopo di questo blog è quello di riuscire a cambiare sé stessi e non è una prassi da fare solo a livello lavorativo. Il cambiamento parte da dentro, dalle persone che frequentiamo e dalle abitudini che abbiamo, solo così si riesce a trovare il giusto equilibrio per una vita serena.

Poi, grazie al mio modo di vivere la vita in maniera molto ironica, ho deciso di creare Meti! Lei, rappresenta la mia coscienza, o meglio il mio istinto. Il nome non è dato a caso, infatti, Meti, nella mitologia greca, rappresenta la Dea del saggio consiglio! Quando la disegnai la prima volta decisi di farla identica a me (tatuaggi compresi) e le diedi vita in un cartoon che racconta in due soli minuti la mia storia durata anni!

Eccolo qui se hai piacere di vederlo:

Come contattarla e come seguirla?

Contattarmi non sarà difficile, qui sotto ti elenco tutti i miei contatti, sia email che social!

Grazie per aver speso del tempo a leggere le mie parole e, soprattutto, grazie a Vittorio per avermi dedicato uno spazio nel suo blog!

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