Carl Jung: una storia di psicologia e alchimia

In questo articolo ti racconterò chi è stato Carl Jung e quali sono stati i processi che l’hanno portato a concetti visionari per la sua epoca. Per un po’ collaborò anche con Freud e insieme sono stati tra i massimi esponenti sullo studio dell’inconscio. Ti racconterò del suo legame con l’occulto e l’esoterismo e come questi fattori lo abbiano aiutato a lasciarci in eredità uno dei suoi più grandi trattati: “Psicologia e alchimia” pubblicato nel 1944. Se ti appassiona tutto il ciclo delle sue opere ti interesserà sapere che questo testo è il numero 12 di 18 libri che ha pubblicato.

Se sei arrivato a leggere questo articolo, non è un caso, probabilmente stai emanando determinate “vibrazioni” che richiedono all’Universo di fornirti del materiale per la tua Crescita Personale

Ecco, sappi che ha funzionato, sei nel posto giusto! Quindi prenditi un attimo di tempo per gustarti interamente questo articolo e tanti altri.

Aspetta, vibrazione? Tipo Legge dell’Attrazione?

, la quale però è solo una! A tal proposito, ti consiglio allora di approfondire la tua conoscenza sulle 7 Leggi Universali e del personaggio che si suppone ce le abbia tramandate: Ermete Trismegisto. In effetti, la “psicologia alchemica” potrebbe sembrare molto in sintonia con questi principi, tuttavia non è proprio così. Questa disciplina di Jung è stata elaborata per analizzare e sperimentare un senso di elevazione e di Evoluzione Personale, ecco perché è inserito negli argomenti di Crescita Personale.

Ok, ora sei pronto per intraprendere anche tu questa meravigliosa Esplorazione che ti porterà ad evolverti, perché è solo così che possiamo migliorarci e vivere una vita felice e all’insegna della Ricchezza!

(Se la parola Ricchezza ti ha colpito, leggi del padre fondatore dello sviluppo del “successo personale“, Napoleon Hill!)

Il viaggio più difficile di un essere umano è quello che lo conduce dentro sé stesso alla scoperta di chi veramente egli è.

Carl Jung

Leggimi! 

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Chi era Carl Jung?

Carl Jung, nasce in Svizzera il 26 luglio 1875 e fin da piccolo si è sempre distinto per il suo carattere solitario e introverso. I suoi genitori li possiamo identificare come distinte personalità appartenenti a due mondi completamente diversi: il padre era un teologo e pastore protestante, mentre la madre un’appassionata di spiritismo e occultismo.

L’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c’è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati.

Carl Jung

Questa strana unione influenzò enormemente la vita del giovane Jung, portandolo a sviluppare quasi due identità distinte, una razionale e più affine alla visione del padre, mentre un’altra più curiosa che percorreva le passioni della madre.

Il primo Sogno del cambiamento

Non è strano allora immaginare come un sogno che ebbe a circa 3 anni lo portò a sviluppare diverse idee sul suo credo e sulla sua persona. In breve, racconta di scendere sottoterra, attraverso una fossa oscura, arrivando in una stanza con posto al centro,un tappeto rosso. Questo è il nocciolo centrale del sogno, in cui ci racconta che, sopra al tappeto, c’era un trono d’oro e sopra questo vi era posto un enorme fallo. Inizialmente lo scambiò con un tronco d’albero, ma quando si avvicinò, ricordò una sensazione di terrore. Secondo le successive interpretazioni da lui stesso fornite, arrivò ad ipotizzare un collegamento con il cannibalismo che, sempre secondo lui, era presente nel rito dell’eucaristia; comprese che il fallo non era altro che una grandissima e potente forza oscura, incredibilmente creativa. In seguito al turbamento prodotto da questo sogno il suo rapporto spirituale con il mondo cristiano si incrinò irrimediabilmente. Da “Ricordi Sogni Riflessioni” possiamo leggere bene del suo pensiero in merito a ciò:

(…) In ogni caso, il fallo di questo sogno sembra essere una divinità sotterranea da non nominare, e tale rimase per tutta la mia giovinezza, e riappariva solo quando qualcuno parlava con troppa enfasi di Gesù. Il Signore Gesù per me non divenne mai del tutto reale, né del tutto accettabile e degno di amore, perché sempre mi si ripresentava al pensiero la sua figura sotterranea, la paurosa rivelazione che mi era stata concessa senza che la cercassi.

Se da un lato si allontanerà dal cristianesimo, dall’altro non rinnegherà mai l’esistenza di Dio, ma anzi sarà sempre una parte importante nella sua vita.

Tutto ciò, che ho appreso nella vita, mi ha portato passo dopo passo alla convinzione incrollabile dell’esistenza di Dio. Io credo soltanto in ciò che so per esperienza. Questo mette fuori campo la fede. Dunque io non credo all’esistenza di Dio per fede: io so che Dio esiste.

Carl Jung

La rinascita dell'Io

All’età di 12 anni fu colpito da una nevrosi, ma questa venne scambiata per epilessia, portando lo stesso Jung a sconfiggere la malattia con la forza di volontà e, proprio dopo la guarigione, ebbe un’altra esperienza illuminante

“Percorrevo, per andare a scuola, la lunga strada da Klein-Huningen, dove abitavamo, a Basilea, quando, improvvisa ebbi – per un breve momento – la straordinaria impressione di essere appena emerso da una nuvola. Tutt’a un tratto mi dissi: ora sono davvero me stesso! Era come se una coltre di nebbia fosse alle mie spalle, e dietro di essa non ci fosse ancora un ‘Io’.

In quel momento io nacqui a me stesso. Prima ero esistito, certamente, ma avevo solo subito gli avvenimenti: adesso ero io stesso l’avvenimento che mi capitava. Ora ero certo di essere me stesso, ero certo di esistere.”

Dopo quanto successo in effetti avvenne una vera e propria evoluzione, dal ragazzo introverso e solitario ne uscì uno molto più estroverso, sicuro di sé, predisposto al contatto esterno col mondo.

Ogni incontro che fai è un incontro con te stesso; pochi sembrano accorgersi che gli altri sono loro.

L'inconscio

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.

Carl Jung

Siamo nel 1906 quando Freud comincia a parlare di psicanalisi e, in quel periodo, Jung si sente naturalmente attratto dalle idee del collega, provandone una certa simpatia; tanto che lo descrisse così: 

Il primo uomo veramente notevole che avesse incontrato fino a quel momento, dotato di un’intelligenza acuta, fuori dall’ordinario e mai banale.

Dopo circa 6 anni, quindi nel 1912, questa unione di pensieri si scinde, in quanto Jung non riesce ad accettare che all’origine di tutti i problemi ci sia un qualche trauma esclusivamente sessuale.

Quello che però non esclude, ma bensì amplia, dell’inconscio Freudiano, è il concetto dell’inconscio come sede principale dell’irrazionalità e dei conflitti rimossi.

Questo processo, per cui un desiderio inammissibile diventa inconscio, è chiamato rimozione, che deve essere tenuta distinta dalla repressione, quest’ultima presupponendo che il desiderio sia rimasto cosciente.

Carl Jung

Jung e l'idea dell'inconscio Collettivo

Immagina di poter accedere a tutto il sapere dell’umanità. Un concetto simile lo troviamo nelle tavole smeraldine di Ermete Trismegisto e in altri testi antichi, dove, elevando il nostro spirito potremo accedere alle informazioni contenute in questa “Intelligenza Superiore“; spesso viene attribuito all’intuito. Tuttavia ognuno di noi può avere esperienza di un “lampo di genio“, che generalmente, avviene quando meno ce lo si aspetta, ovvero quando non ci stiamo più pensando… consciamente! Perché il nostro subconscio continua a cercare una risposta a livello inconscio

Tornando a Jung, arriva a questa teoria dopo che, analizzando diversi pazienti, riscontrò che molti di essi presentavano esperienze psichiche non in linea con quella che era stata la loro vita. Ecco dunque che trova spiegazione in un’unica grande “Mente comune“, dove risiedono tutti gli archetipi delle esperienze dell’intera umanità!

La Persona è il modo in cui il soggetto è visto dal mondo. L’Anima […] come viene vista dall’inconscio collettivo

Carl Jung

Sogni e Inconscio

Come abbiamo visto, fin da piccolo, Jung attribuisce grande importanza ai sogni. Alcuni dei quali furono premonitori, ad esempio: gli venne rivelato lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Proprio grazie ai suoi sogni si convince che l’uomo sia strettamente collegato a questo “inconscio collettivo“. 

In ognuno di noi c’è un altro essere che non conosciamo. Egli ci parla attraverso i sogni e ci fa sapere che vede le cose in modo ben diverso da ciò che crediamo di essere.

Carl Jung

In una visione più olistica, l’analisi dei sogni ci porterebbe ad una consapevolezza più profonda del nostro Io, grazie alla quale possiamo usarla a nostro vantaggio per migliorarci e intraprendere la nostra evoluzione personale.

Un sogno è una porta nascosta nel santuario più profondo e più intimo dell’anima.

Carl Jung

Piccolo esercizio per analisi dei Sogni

Come si fa ad analizzare un sogno?

Il primo passo e, sicuramente il più importante, è quello di RICORDARSELO! Sembra facile? , è facilissimo dimenticarselo! Tuttavia ci sono alcuni sogni che ci hanno talmente scosso emotivamente, soprattutto quando eravamo più piccoli, che come per Jung, ci accompagneranno per tutta la vita!

Ora, se vuoi imparare veramente a conoscerti, inizia ad ascoltare quello che l’inconscio ha da dirti! Lì nascosto, risiede il tuo vero Io ed è sempre lì che cerca di comunicare con te. Quindi, prova ad ascoltarlo. Magari, ti svelerà l’idea che hai sempre cercato, oppure la risposta ad un tuo grande dubbio, oppure ti comunicherà cosa ti turba in questo periodo e come potresti superarlo. Il suo potere è immenso.

Quello che ti viene richiesto di fare non è, apparentemente, troppo complicato, dovrai solo andare a dormire tenendo vicino un foglio carta e penna, oppure le “note” del tuo cellulare. Ogni volta che ti svegli dall’interruzione, o dalla fine, di un sogno, dovrai lottare contro te stesso e sforzarti di scrivere TUTTO quello che ti ricordi. Ogni dettaglio è importante.

Scrivi di getto, non è importante se stai scrivendo cose sconnesse, insensate o grammaticamente corrette. Assumeranno un senso nel tempo, magari con l’unione di altri sogni. Ricorda che le immagini che vediamo nei nostri sogni, spesso celano significati profondi, come lo è stato per il fallo sul trono visto da Jung.

Comincia a farlo già da stasera, non perdere altro tempo e lasciati meravigliare dall’inconscio, collettivo o personale!

Se sei un procrastinatore seriale, potresti leggere questo articolo in cui ti fornisco alcuni consigli su come smettere di procrastinare da ORA!

Cos'è la Psicologia Alchemica di Carl Jung?

Cominciamo col dare una definizione alle due parole.

Sotto al termine psicologìa nel vocabolario della Treccani troviamo la seguente definizione:

Scienza che studia la psiche, che analizza i fenomeni e i processi psichici. A seconda dell’impostazione, si distinguono una p. razionale (o filosofica), che ricerca il principio ontologico dell’attività psichica, e una p. scientifica (o sperimentale), che indaga sulle manifestazioni di tale attività, riferita in senso lato a un principio di rappresentazione oggettiva e di comportamenti orientati, operante non solo nell’uomo ma anche negli animali dotati di strutture nervose.

La dottrina psicanalitica di Carl Gustav Jung prende il nome di psicologia analitica, la quale, a differenza di quella di Freud, introduce appunto la nozione di inconscio collettivo.

Per quanto riguarda il termine alchìmia nel vocabolario della Treccani, troviamo quanto segue:

Accostamento insolito di elementi, che porta a un risultato, a un effetto originale e raffinato: un’a. di suoni, colori, luci; talora anche con riferimento a sentimenti, affinità: tra noi si creò un’improvvisa alchimia.

L’alchimia, per Jung, oltre ad essere identificata come una scienza, era anche una forma d’arte, che permetteva di incrementare la nostra conoscenza. In questo modo siamo in grado di elevarla, introducendoci alla nostra Evoluzione Personale.

Nessun manuale può insegnare la psicologia; la si apprende tramite l’effettiva esperienza. In psicologia si possiede solo ciò di cui si è fatto esperienza nella realtà. Quindi una semplice comprensione intellettuale non è sufficiente, perché si apprendono solo i termini e non la sostanza interiore dell’evento in questione.

Carl Jung

I concetti della Psicologia Alchemica

Alchimia ed Evoluzione

L’alchimia è dunque anch’essa una qualche forma di Esplorazione personale che punta alla nostra trasformazione, o meglio, alla nostra Evoluzione. Rappresenta quindi quell’impulso, quella curiosità che ci porta a Crescere ed ampliare la nostra conoscenza.

I 4 Elementi Alchemici

Come nella natura che ci sono 4 elementi primari, anche nella psicologia alchemica di Jung, essi vengono associati a delle caratteristiche che dobbiamo espandere per poter ottenere la coscienza

  1. Il fuoco rappresenta la nostra Intuizione. Quindi, quando la nostra mente si collega in maniera inconscia al collettivo, “attingendo” a quel calderone di tutte le idee e archetipi dell’intera umanità.
  2. L’aria è associata al Pensiero. Se sei pratico della meditazione, ti sarai già accorto come sia impossibile cercare di imbottigliare o limitare i nostri pensieri. Essi sono liberi come l’aria. Quindi quello che possiamo fare, con la meditazione, è imparare ad accettarli e lasciarli scorrere liberamente. Riconoscendo un pensiero negativo da uno positivo, si cercherà di alimentare maggiormente quest’ultimo.
  3. L’acqua rappresenta l’emozione, la quale, come l’acqua, si adatta ad ogni situazione. A seconda dei pensieri che alimentiamo nella nostra mente, si formano delle emozioni corrispondenti che si “adattano“.
  4. Infine, la terra viene associata alla sensazione. I nostri 5 sensi, dovremmo imparare a sfruttarli meglio, ampliandone le sensazioni con un po’ di allenamento.

La sensazione ci dice che qualcosa c’è. Il pensiero ci dice che una cosa è una certa cosa e le dà un nome. Il sentimento ci informa attraverso le sue tonalità affettive sul valore delle cose per noi. Ci dice quanto una cosa conta per noi, e se è accettabile oppure no.

Carl Jung

L’apertura Mentale

La mente deve essere aperta, come sostengono gli ermetici, non esiste solo il “piano materiale” e non dobbiamo aggrapparci ad esso, altrimenti ne conseguirà una vita limitata.

La Luce dall’Ombra

La luce ha origine dalle ombre. Ecco dove bisogna guardare per intraprendere l’evoluzione della Psicologia Alchemica. Bisogna affrontare questi elementi psichici irrisolti, che risiedono appunto nell’ombra e accompagnarle alla luce, trasformandole. Questo processo non è semplice e non è immediato. Ci vuole tempo, forza, coraggio e molta, molta creatività!

La depressione è una signora vestita di nero che bisogna far sedere alla propria tavola ed ascoltare.

Carl Jung

Le 2 tipologie di Alchimia 

Una è quella più “classica“, dove si cerca di creare nuove sostanze o ricreare quelle già esistenti, cercando la giusta combinazione tra gli elementi.

L’altra tipologia è più sul livello spirituale che ci permette di liberarci di inutili pesi e cattive credenze dentro noi, dandoci la possibilità di “trasformarci” nel nostro vero Io. Accettandone la vera essenza, creando così qualcosa di nuovo, unico e originale!

Psicologia e Alchimia come cura dell'Anima?

Accettando quindi questa nuova dottrina come un processo di Evoluzione Personale, da dove si può cominciare? Cosa possiamo fare per salvare la nostra anima sfruttando questo processo?

L’anima contiene non meno enigmi di quanti ne abbia l’universo con le sue galassie, di fronte al cui sublime aspetto soltanto uno spirito privo di fantasia può non riconoscere la propria insufficienza.

Carl Jung

Per prima cosa bisognerebbe abbandonare ogni nostra “maschera” e risalire al nostro vero Io. Capire la nostra vera essenza, abbandonando credenze limitanti imposte dalla società e dalla cultura che ci è stata imposta.

Nel pensiero di Jung ritroviamo anche alcune caratteristiche del Taoismo, dove il simbolo dello Yin (nero) e dello Yang (bianco) rappresenta l’unione e l’equilibrio tra il bene e il male. Così allo stesso modo, Jung sostiene che dobbiamo prendere coscienza di noi stessi, affrontando la nostra parte malvagia. Comprendendola e accettandola come parte di noi, si può agire per “illuminarla“, trasformandola in una forza per fare del bene.

Ognuno di noi ha una parte malvagia che non dobbiamo ignorare, bensì Accettare. Comprendendola e conoscendola si può controllare, limitare e convertire in energia per fare del bene! Il concetto è simile alle filosofie orientali, dalle quali lo stesso Jung era affascinato. L’accettazione viene infatti insegnata come via nella Meditazione. Quando ti trovi ad affrontare pensieri negativi, non devi resistergli perché gli darai più potere, non giudicarli neanche, in quanto li nutrirai col tuo disprezzo e cresceranno sempre di più. Come sai, l’odio si vince solo con l’Amore e, l’Amore è “accettazione” e Perdono

Dentro di noi abbiamo un’Ombra: un tipo molto cattivo, molto povero, che dobbiamo accettare.

Tutti noi abbiamo dentro una parte maschile e una femminile, bisogna riconoscerle entrambe e permetterne l’unione per trovare una nuova forza creatrice e l’equilibrio di noi stessi. Gli ermetici sostengono che “Tutto è uno e uno è Tutto“. 

Il viaggio più difficile di un essere umano è quello che lo conduce dentro sé stesso alla scoperta di chi veramente egli è.

Carl Jung

L’aspetto che però Jung evidenzia è l’importanza di imparare ad ascoltare e interpretare i nostri sogni, in quanto sono messaggi derivati dalla sapienza dell’inconscio collettivo.

Concludendo

Esistono infinite vie per trovare le risposte che stai cercando, non limitarti, insegui la tua curiosità. Certe volte dovrai cambiare completamente il tuo modo di pensare, ma così facendo ti si apriranno ulteriori possibilità.

In fondo la cosa più importante è Esplorare, mantenere la mente aperta e seguire la via del cuore e dell’Amore. Come la descriverebbe Jung, seguire il cammino per raggiungere un’Evoluzione Personale.

Un cuore comprensivo è tutto, è un insegnante, e non può essere mai abbastanza stimato. Si guarda indietro apprezzando gli insegnanti brillanti, ma la gratitudine va a coloro che hanno toccato la nostra sensibilità umana. Il programma di studi è materia prima così tanto necessaria, ma il calore è l’elemento vitale per la pianta che cresce e per l’anima del bambino.

Carl Jung

Tu che stai leggendo questo articolo l’hai già imboccata, quindi goditi il viaggio e cerca di vivere intensamente ogni attimo, cercando di fare del bene, a te stesso e al prossimo!

Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente.

Carl Jung

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Ti Ringrazio di Cuore!

Buona Esplorazione!

Albert

Albert lo Scimpanzé è l'autore principale del progetto EsplorativaMente. La sua conoscenza approfondita e la sua passione, lo portano a coprire diverse tematiche riguardanti la Crescita Personale, portando riflessioni e tecniche sulle potenzialità della nostra Mente.
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