Il tema del “figlio di mezzo”, perché i secondi figli si sentono esclusi?

Gli impegni quotidiani sono in grado di travolgerci quasi completamente, talmente tanto da impedirci di cogliere i segnali d’aiuto dei nostri figli.

E’ fin troppo facile abbandonarsi alle preoccupazioni, finendo col diventare poco attenti e troppo poco coinvolti.

Prima di colpevolizzarti e guardare solo il lato negativo, è importante che tu sappia che tutto questo, la disattenzione momentanea e l’assenza di consapevolezza, non vanno considerati come “comportamenti errati”.

I genitori restano persone e, in quanto tali, possono commettere degli errori. Tutto sta nell’accorgersi in tempo del problema e provare a risolverlo prima che diventi grave.

Le problematiche familiari sono tantissime, così tante che sarebbe impossibile descriverle tutte una per una.

Tuttavia, la maggior parte delle famiglie numerose, si ritrova ad affrontare la tematica del cosiddetto “figlio di mezzo”, che è nato tra il primo e l’ultimo fratello.

Purtroppo, questo membro della famiglia sembra soffrire più di tutti gli altri, sentendosi escluso e poco considerato.

Succede in molte più famiglie di quanto non si pensi, ed è importante parlarne il più possibile. In questo modo, i neo-genitori potranno intervenire correttamente e con preavviso, aiutando i propri figli a sentirsi meglio.

Tabella dei Contenuti

La sensazione di esclusione

La sensazione di esclusione

Ma da cosa arriva questa sensazione di esclusione? E perché tocca proprio i figli di mezzo?

I secondi figli tendono ad essere estremamente responsabili ed indipendenti. Il loro desiderio di attirare l’attenzione dei genitori – dopo che gli è stata portata via dall’arrivo dell’ultimo bambino – li spinge ad agire in modo ponderato.

A differenza dei primi figli, che hanno la tendenza ad apparire ribelli e arrabbiati, i figli di mezzo puntano tutto sulla calma.

Diventano dei “piccoli assistenti”, capaci di aiutare i genitori in ogni piccolo gesto quotidiano. Sentono il bisogno di essere coinvolti, eppure tutto quello che fanno non è mai abbastanza.

Si sentono esclusi perché provano la sensazione di essere messi sempre in secondo piano, come se il primo e l’ultimo figlio venissero sempre prima.

La loro indipendenza viene scambiata per timidezza, come se “non volessero essere infastiditi”. E così i genitori li lasciano fare, li lasciano costruire il proprio mondo di fantasia dove giocare in totale tranquillità.

La sensazione di esclusione e la paura di non essere abbastanza arrivano solo durante l’adolescenza, quando le insicurezze prevalgono su tutto il resto.

Cosa fare e come evitarlo

Cosa fare e come evitarlo

Per evitare che uno dei membri della famiglia si sento escluso, è importante lavorare sulla comunicazione.

I genitori devono imparare a rispettare un equilibrio, rivolgendo le stesse domande a tutti i propri figli. Poco importa quanto simpatica risulti essere la risposta, è necessario puntare tutto sull’equità.

Se noti che uno dei tuoi figli ha un atteggiamento eccessivamente indipendente – tende a voler fare qualsiasi cosa da solo – inizia ad interessarti alle sue attività in solitaria.

Dimostra che hai voglia di conoscerlo meglio, che sei fiero del suo processo di crescita e che vuoi supportarlo in futuro.

Dagli la sensazione di poter contare su di te, come se fossi una sorta di assicurazione futura. Non ha bisogno di imparare a fare tutto da solo, non lo abbandonerai da un momento all’altro, lui sarà sempre tuo figlio.

Il rapporto genitori e figli

Il rapporto genitori e figli

La costruzione di un rapporto funzionale tra genitori e figli, non è mai semplice. I ragazzi passano attraverso fasi difficili della vita, e gli adulti non hanno sempre il tempo necessario per occuparsene nel modo giusto.

Una cosa molto importante, che tutti i genitori dovrebbero imparare, è accettare i propri sbagli e riconoscerli.

Come dicevamo all’inizio, anche loro sono persone e commettono errori. E’ sbagliato sia credere che tutti i problemi siano colpa dei genitori, sia pensare di non aver mai commesso nessun errore.

In questi casi, la via di mezzo è la strada migliore da seguire. Affidati al tuo istinto ed ascolta quello che ti rivelano i comportamenti dei tuoi figli, facendo in modo che non si sentano mai esclusi.

Conclusioni sul figlio di mezzo

Conclusioni figlio di mezzo

La sensazione di esclusione comune alla maggior parte dei figli di mezzo, può essere allentata attraverso una serie di piccoli accorgimenti.

Prova a rispondere all’indipendenza con l’interesse, tentando di capire quali sono le valvole di sfogo principali dei tuoi figli.

Dedica la giusta attenzione anche al dialogo con i fratelli/sorelle, spiegando loro quanto è importante l’equilibrio e l’equità.

I sentimenti non sono quantizzabili, così come non si esauriscono. E’ possibile provare la stessa quantità d’amore per ciascuno dei propri figli.

E tu?

Sei un secondogenito o un genitore in questa situazione? Raccontaci la tua esperienza e i tuoi consigli nei commenti qui sotto, oppure condividi la tua storia nel nostro gruppo privato di Esploratori ed Esploratrici!

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