Meditazione: 3 errori da evitare

Quando si parla di Meditazione sono in pochi a prenderla davvero sul serio. Alcuni la reputano una cavolata pazzesca, altri invece si dedicano anima e corpo sperando di poter ottenere la risposta a tutti i loro problemi.

Nell’articolo di oggi ti voglio esporre quelli che credo siano i 3 errori più diffusi che è bene conoscere per evitarli.

Personalmente credo (e spero) che questa pratica venga presa sempre più seriamente dalle istituzioni e introdotta già nelle scuole per abituare i bambini a prendere maggiore consapevolezza di se stessi, sviluppando la loro intelligenza emotiva che gli permetterà di gestirsi meglio in situazioni difficili e di stress ai quali la vita li sottoporrà più avanti.

Credo che i decenni di ricerche che sono state fatte confermino l’importanza di abbracciare e fare propria questa sana abitudine nella nostra vita. Perché solo cambiando noi stessi possiamo cambiare il mondo.

1. Non essere costanti

La meditazione è una pratica salutare che sì, ha degli effetti temporanei immediati, ma se desideri attingere al vero potenziale di questa tecnica e dei suoi benefici (scientifici), dovrai armarti di 2 cose:

Non basta la pratica occasionale, deve trasformarsi sempre più in una buona e sana abitudine.

Le abitudini plasmano la nostra persona influenzando costantemente la nostra vita, interferendo sulle decisioni che prendiamo e quindi sulle azioni (o non azioni) che mettiamo in pratica.

Come suggerisce Charles Duhigg abbiamo a che fare con una vera e propria “dittatura delle abitudini“.

Allena la tua costanza, sfidati, impostati dei promemoria. Fai di tutto per mantenere ai primi posti il valore dell’integrità. Fare ciò che dici avrà un grande impatto anche sul tuo livello di autostima.

2. Avere aspettative troppo alte

Alcune persone si approcciano a questa pratica credendo, o per meglio dire, illudendosi, di poter ottenere una specie di qualche “illuminazione mistica” dall’oggi al domani. Questa è un po’ una credenza popolare che si è molto diffusa, probabilmente anche dal nome evocativo della “meditazione trascendentale(differente da quella Vipassana o mindfulness).

Non intendo escludere che per alcuni possa capitare, ma non bisogna approcciarsi a questa pratica con questa intenzione, alimentando aspettative troppo alte che, una volta deluse, ci porterà a pensare che si tratti tutto di una cavolata e che non serve assolutamente a niente.

Tendiamo sempre a cercare la via più breve, più facile, la scorciatoia per ottenere tutto e subito.

Ma la meditazione non è questo!

Persino i monaci che fin da giovanissimi meditano e praticano regolarmente per diverse ORE al giorno (tutti i giorni) continuano a farlo per tutta la loro vita.

Lo stato di concentrazione portato dalla pratica meditativa è utile per ricaricare le nostre energie mentali e fare ordine dentro di noi imparando a non lasciarci soffocare dai nostri stessi pensieri.

La meditazione in fondo è uno strumento utile a sondare ed esplorare più in profondità dentro noi stessi. Imparando a conoscerci ed a gestirci meglio!

In questo stato di rilassamento è possibile ottenere una risposta alle nostre domande, perché elimini il superfluo e ti concentri meglio su una singola cosa, mettendola nel giusto focus. Ma non devi aspettarti che per risolvere tutti i tuoi problemi ti basterà cominciare a meditare.

No!

Meditando potresti avere delle intuizioni perché imparerai ad ascoltarti meglio, ma se alla fine non deciderai di agire per cambiare le cose, allora non ti servirà proprio a nulla!

3. Essere troppo critici con se stessi

Spesso le persone abbandonano questa pratica perché temono di non riuscire a farla correttamente.

Ti dicono che non devi distrarti, devi liberare la mente recitando un mantra (meditazione trascendentale) o ascoltando il tuo respiro (mindfulness).

Personalmente sperimento in prima persona varie versioni, varie forme. Cerco di unirle nella stessa sessione, o fare sessioni separate (una più sullo mindfulness e una trascendentale), o ancora bloccare 1 settimana per l’una e 1 settimana per l’altra.

Il mio consiglio è… INIZIA!

Mettiti in gioco e sperimenta quello che leggi, prova diverse forme, diverse varianti. Inizia magari con le meditazioni guidate, come nel video qui sotto:

L’importante è non scoraggiarsi e non arrendersi. Trova il tuo stile.
Osho aveva identificato centinaia di stili di meditazione.

Queste che hai visto sono meditazioni statiche, potresti provare con quelle più dinamiche come lo yoga.

Sperimenta, esplora nuove possibilità!

Ricorda che: è assolutamente normale distrarsi. Cercando di portare il silenzio dentro la nostra mente, potrai provare una sensazione di disagio, o ti accorgerai che quel silenzio verrà coperto da del “rumore interno” che la nostra mente (prontamente) provvederà a creare, facendoti vedere ricordi, o proiettandoti a situazioni future o cose di questo genere.

Va bene!

È tutto normale! Accetta quello che arriva, osservalo. L’unica cosa che ti chiedo di fare è di prenderne consapevolezza appuntandoti mentalmente quanto è successo e cosa hai provato. Dopodiché, accetta tutto, non opporre resistenza e sopratutto non giudicarti!

Impara a perdonarti rivolgendo a te stesso l’amore che meriti.

Non identificarti coi tuoi pensieri e allenati a riportare gentilmente l’attenzione sul tuo respiro o sul tuo mantra. Disciplina la tua mente, i tuoi pensieri e le tue emozioni!

Cosa ti impedisce di meditare?

Dimmi, ti ritrovi con uno di questi errori, o con tutti e 3?

Quali altre difficoltà hai riscontrato? Non è che magari è un’attività che continui a procrastinare?

Fammi sapere i tuo pensiero qui sotto nei commenti. La tua opinione è importante! 😉

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