Intelligenza Emotiva: cos’è e come svilupparla
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Cos’è l’intelligenza emotiva (IE), perché è così importante e come possiamo svilupparla? Sapevi che da alcune ricerche questa capacità viene sempre più richiesta nel mondo Business? Persone del calibro di Jack Ma sostengono che un alto quoziente di intelligenza emotiva sia anche più importante del classico quoziente intellettivo. Perché? Cosa si nasconde dietro a questa caratteristica?

Leggi l’intero articolo per avere strumenti utili e pratici che ti consentiranno di sviluppare la tua intelligenza emotiva e vivere una vita di successo.

È fondamentale la capacità di incanalare le emozioni verso il raggiungimento di un fine produttivo; essa può manifestarsi nel controllo degli impulsi e nel rinvio delle gratificazioni, nel regolare i nostri stati d’animo in modo che essi facilitino invece di ostacolare il pensiero razionale, nel trovare la motivazione per insistere, provare e riprovare nonostante gli insuccessi, oppure nel trovare i modi per entrare nello stato di flusso e dare quindi prestazioni ottimali; in ogni caso, tutti questi comportamenti indicano che, applicata ai nostri sforzi, l’emozione può rivelarsi un motore potente, capace di dare loro maggiore efficacia.

Daniel Goleman

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Cos'è l'Intelligenza Emotiva (IE)?

“Intelligenza emotiva”, è un termine che include l’autocontrollo, l’entusiasmo e la perseveranza, nonché la capacità di automotivarsi.

Daniel Goleman

Probabilmente lo sai già, ma quello che normalmente viene definito come quoziente intellettivo (QI) di una persona, non rappresenta davvero la sua intelligenza. Infatti, ognuno di noi è provvisto di diverse intelligenze. Harvard Howard Gardner fu il primo psicologo a teorizzare questa ipotesi. Questo portò diversi ricercatori a concentrarsi sullo studio delle intelligenze che costituiscono un individuo, identificando l’intelligenza emotiva come quella più utile e funzionale alle persone, in quanto ci permette di migliorarci, sia dal punto di vista “umano” che da quello “lavorativo“.

Tuttavia, è stato grazie al best-seller di D. Goleman “Intelligenza Emotiva” (Rizzoli, 1997) che questa riesce a farsi strada tra l’interesse del pubblico. L’autore definisce l’Intelligenza Emotiva come la:

capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali

Diversi tipi di intelligenza

Come ti ho accennato sopra, gli scienziati fecero numerosi studi e ricerche per identificare i diversi tipi che definiscono e compongono la nostra “intelligenza“. In particolare, ne sono stati identificati due che ci aiutano a definire chi siamo e come gli altri ci percepiscono:

  • l’intelligenza intrapersonale, ovvero quella relativa alla consapevolezza dei nostri sentimenti, valori e obiettivi
  • l’intelligenza interpersonale, cioè la consapevolezza di sentimenti, emozioni e motivazioni degli altri.

Combinando questi due tipi di intelligenza otteniamo la nostra emotiva, ovvero la capacità di comprendere i sentimenti e le emozioni di noi stessi e degli altri e l’abilità di usare le nostre conoscenze per guidare le nostre azioni e pensieri.

Nella realtà quotidiana nessuna intelligenza è più importante di quella interpersonale.

Daniel Goleman

A cosa ci serve l'Intelligenza Emotiva (IE)?

Gli uomini dotati di grande intelligenza emotiva sono socialmente equilibrati, espansivi e allegri, non soggetti a paure o al rimuginare di natura ansiosa. Hanno la spiccata capacità di dedicarsi ad altre persone o a una causa, di assumersi responsabilità, e di avere concezioni e prospettive etiche; nelle loro relazioni con gli altri sono comprensivi, premurosi e protettivi. La loro vita emotiva è ricca ma appropriata; queste persone si sentono a proprio agio con se stesse, con gli altri e nell’universo sociale nel quale vivono.

Daniel Goleman

Lo sapevi che nella nostra quotidianità viviamo oltre 500 esperienze emotive al giorno? Anche se ne siamo coscienti solo di una piccola frazione, queste interferiscono con le nostre relazioni. In un ambiente lavorativo, quindi, diventa molto importante sviluppare una consapevolezza che ci consenta di  esplorare le emozioni sul posto di lavoro. Questo tipo di intelligenza sta diventando, sempre di più, un’abilità indispensabile nelle grandi aziende e per i Leader (a proposito, leggi il mio articolo per sviluppare un carisma da leader!).

In qualsiasi tipo di azienda, secondo alcuni studi, il motivo principale per cui le persone se ne vanno è a causa di un “cattivo capo“, il quale non viene visto come leader, non ha qualità empatiche per comunicare con il suo team e non comprende le loro esigenze.

Il dott. Goleman afferma: “Decenni di studi hanno dimostrato che i leader e i team migliori sono quelli con elevate capacità emotive e sociali, tra cui padronanza di sé, resilienza sotto stress, empatia, influenza e lavoro di squadra. Queste sono le competenze che contraddistinguono i migliori performer del ventunesimo secolo”.

Nelle aziende dove si incoraggia lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, i collaboratori si sentono più apprezzati e connessi all’organizzazione. Vengono incoraggiati ad esprimere e a condividere le proprie emozioni, riuscendo dare il meglio al lavoro a beneficio di tutti. Un ambiente emotivamente intelligente mette a disposizione degli spazi dove le persone possano lavorare in privato o prendere una pausa.

5 caratteristiche che compongono l'intelligenza emotiva

Chade-Meng Tan è un ex software engineer di Google, ad oggi capo di un’organizzazione no profit che unisce meditazione, neuroscienza e tecnologia. Egli sostiene che la Meditazione sia al centro di tutte le pratiche utili per incrementare la propria intelligenza emotiva. 

Vengono identificate quindi 5  caratteristiche che compongono l’intelligenza emotiva, sulle quali possiamo allenarci per svilupparle. Le prime tre riguardano noi stessi, mentre le ultime due servono per le relazioni con gli altri.

  • la consapevolezza emotiva di sé, ovvero la capacità di riconoscere e denominare le proprie emozioni in determinate situazioni, il nostro stato interiore, i nostri gusti, le nostre risorse e intuizioni;
  • il nostro controllo emotivo, ovvero il controllo delle emozioni, dei nostri impulsi, le nostre risorse, e il nostro stato mentale;
  • l’auto-motivazione, cioè la capacità di saper incanalare le emozioni per il raggiungimento di uno scopo, mantenendo quindi le nostre azioni allineate ai nostri obiettivi;
  • l’empatia intesa come riconoscimento delle emozioni altrui, ovvero la capacità di riconoscere gli stati d’animo, i sentimenti, i bisogni, e le preoccupazioni altrui;
  • la competenza nella gestione efficace delle relazioni interpersonali, ovvero la capacità di negoziare i conflitti, comunicando in maniera efficace, lavorando quindi sulla nostra abilità di influenzare gli altri.

1. Autoconsapevolezza

Se cercheremo di aumentare l’autoconsapevolezza, di controllare più efficacemente i nostri sentimenti negativi, di conservare il nostro ottimismo, di essere perseveranti nonostante le frustrazioni, di aumentare le nostre capacità di essere empatici e di curarci degli altri, di cooperare e di stabilire legami sociali – in altre parole, se presteremo attenzione in modo più sistematico all’intelligenza emotiva – potremo sperare in un futuro più sereno.

Daniel Goleman

Cosa significa diventare consapevoli? Diventiamo consapevoli di noi stessi quando sappiamo chi siamo davvero, sappiamo cosa vogliamo e quali sono i nostri valori. Diventare consapevoli vuol dire mettersi completamente a nudo tirando fuori il nostro vero Io, essere pienamente onesti con noi stessi, accettandoci come esseri imperfetti con un potenziale di miglioramento. Ascoltando noi stessi, possiamo diventare consapevoli di cosa sentiamo e perché lo sentiamo. In fondo non è questo uno degli scopi della Crescita Personale?

Sviluppando la nostra autoconsapevolezza ci aiuta a controllare la nostra mente, i nostri pensieri e dunque, le nostre emozioni, influenzando così le nostre azioni.

Yongey Mingyur Rinpoche è un maestro buddista tibetano che disse: “Quando vedi un fiume in piena, lo stai già domando“. Le tecniche di meditazione mindfulness hanno proprio come scopo quello di incrementare la nostra consapevolezza, dentro e fuori di noi. Perché quando diventi cosciente di qualcosa che non va dentro di te, sei già sulla strada della risoluzione del problema, eliminando molti dei dubbi sulle azioni da compiere.

L’autoconsapevolezza ha un effetto anche dal punto di vista scientifico, in quanto attiva la neurocorteccia, ovvero il nostro “conscio“. Il nostro cervello logico e razionale, aumentando così la nostra stessa confidenza.

Benefici

  • Beneficio per il lavoratore: è un segno di crescita che porta maggiori possibilità di successo.
  • Beneficio per l’azienda: le imprese,  più hanno collaboratori “autoconsapevoli” e maggiori saranno le loro performance di produttività

Come sviluppare la consapevolezza

Come ti ho già accennato prima, l’allenamento più efficace che puoi svolgere per sviluppare la tua autoconsapevolezza, consiste nella pratica costante della meditazione mindfulness.

Puoi anche esercitarti imparando a riconoscere le “emozioni negative“, esaminando da quali pensieri sono state generate in modo da non permettere che influenzino il nostro giudizio e le tue azioni.

Ad esempio, quando ti senti “disturbato” dal comportamento di qualcuno, invece di saltare a conclusioni affrettate e negative, puoi sforzarti di osservare la situazione, prima dal suo punto di vista e poi vedendo la scena da un altro soggetto, estraneo alla situazione e completamente oggettivo

Oppure, perché non lavorare sulla propria autoironia? Questa infatti richiede una certa dose di autoconsapevolezza per accettarci così come siamo impedendo alle emozioni negative di prendere il controllo di noi! Prova, può rivelarsi divertente!

Spesso non riusciamo ad essere abbastanza obiettivi di noi stessi, quindi un’esperienza molto costruttiva potrebbe essere quella di chiedere agli altri dei feedback su di noi. Generalmente gli altri ci vedono in maniera più obiettiva, in quanto non sono sotto l’influenza delle nostre stesse emozioni. Certo, questo implica che devi essere pronto a ricevere qualche critica (costruttiva) che magari può non farti piacere, ma riconoscendola e accettandola, puoi lavorarci sopra e migliorare!

2. Controllo emotivo

L’impulso è il mezzo dell’emozione; il seme dell’impulso è un sentimento che preme per esprimersi nell’azione. Chi è alla mercé dell’impulso – chi manca di autocontrollo – è affetto da una carenza morale: la capacità di controllare gli impulsi è alla base della volontà e del carattere. Per lo stesso motivo, la radice dell’altruismo sta nell’empatia, ossia nella capacità di leggere le emozioni negli altri; senza la percezione delle esigenze o della disperazione altrui, non può esserci preoccupazione per gli altri. E se esistono due atteggiamenti morali dei quali i nostri tempi hanno grande bisogno, quelli sono proprio l’autocontrollo e la compassione.

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Questo punto è molto utile per le persone particolarmente impulsive. Sei uno che riflette bene prima di reagire, oppure sei uno che agisce d’istinto senza valutare bene le conseguenze?

Diventando più riflessivo potresti sviluppare maggiore saggezza, prendendo consapevolezza dei tuoi sentimenti e non permettendogli di influenzarti negativamente. Quando diamo il consenso alla nostra ragione di “monitorarci” possiamo evitare molte spiacevoli conseguenze.

Questo però non significa che bisogna diventare “apatici“, reprimendo tutte le nostre emozioni, assolutamente no! Le emozioni sono energia, la saggezza consiste nel saperla incanalare nella direzione giusta, usandola a nostro favore piuttosto che diventarne vittime inconsapevoli. 

Quando siamo in grado di autoregolarci, riusciamo a prendere decisioni migliori, diventiamo più resilienti, e in grado di agire mantenendo la nostra integrità.

Benefici

  • Beneficio del lavoratore: le persone che gestiscono in maniera ottimale le proprie emozioni subiscono meno gli effetti negativi dello stress correlato al lavoro.
  • Beneficio dell’azienda: i leader che gestiscono bene le emozioni ottengono risultati migliori, rapportandosi meglio con i propri collaboratori.

Come regolare le nostre emozioni

Anche in questo caso ti consigli caldamente di prendere confidenza con la pratica mindfulness. Se vuoi provare subito una tecnica fantastica leggiti come praticare la meditazione camminata.

Con la pratica meditativa riuscirai a prendere coscienza di quando ti distrai, aumentando le tue capacità di concentrazione. Quando mediti, infatti, lo scopo non è liberare la mente per non avere più pensieri, ma accorgerti di loro, accettarli e fare in modo che non ti trascinino nel loro “flusso“. Iniziare a meditare è davvero molto semplice e soprattutto non c’è un unico modo, ti invito comunque a leggerti il mio articolo in cui ti consiglio meglio come iniziare a meditare.

Se hai problemi di concentrazione ho l’articolo perfetto dove ti spiego come sviluppare la concentrazione di un monaco Zen.

Quello che puoi iniziare a fare ora per prendere il controllo delle tue emozioni e quindi dei tuoi pensieri, è di accorgerti quando stai per esserne “travolto” e spostare la tua attenzione, focalizzando la tua attenzione sul respiro. Anche secondo la neuroscienza, pochi secondi di calma basterebbero per riprendere il controllo di noi stessi.

C’è solo un modo per convincerti, devi sperimentarlo tu stesso! Dopo un po’ che lo fai, diventerà una sana abitudine da accostare alla pratica meditativa. Siamo creature abitudinarie quindi, se ti va, dopo approfondisci l’argomento delle Abitudini sul mio Blog.

Imparando a controllare le tue emozioni, imparerai a gestire lo stress. Esso infatti è uno dei principali problemi che viviamo al giorno d’oggi, portando nei casi più gravi, anche ripercussioni sulle condizioni di salute. Esiste dello stress positivo che ci sprona e ci motiva a migliorarci a fare di più, ma a lungo andare questo diventa dannoso per il nostro sistema che resta sempre in allarme. Quando si è sotto pressione è veramente importante riuscire a rimanere lucidi. Prenditi qualche un momento e rinfrescati il volto o prendi una boccata d’aria fresca. Riducendo la nostra temperatura corporea possiamo ridurre il nervosismo, così come evitare di bere caffè o altre bevande stimolanti.

Inoltre, sono sempre più numerosi gli studi scientifici che incentivano l’attività fisica aerobica come aiuto per ridurre sia l’ansia che la depressione.

Scopri di più sullo stress leggendo come gestire lo stress del traffico e non solo.

3. Auto-motivazione

E’ fondamentale la capacità di incanalare le emozioni verso il raggiungimento di un fine produttivo; essa può manifestarsi nel controllo degli impulsi e nel rivio delle gratificazioni, nel regolare i nostri stati d’animo in modo che essi facilitino invece di ostacolare il pensiero razionale, nel trovare la motivazione per insistere, provare e riprovare nonostante gli insuccessi, oppure nel trovare i modi per entrare nello stato di flusso e dare quindi prestazioni ottimali; in ogni caso, tutti questi comportamenti indicano che, applicata ai nostri sforzi, l’emozione può rivelarsi un motore potente, capace di dare loro maggiore efficacia.

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Quante volte ti sarà capitato di non aver avuto voglia di alzarti dal letto, consapevole di quello che ti aspettava? Magari devi affrontare un compito che rimandi da settimane, forse sai già che ti aspetta una riunione “spiacevole” col tuo capo e cose così. 

Come abbiamo visto sopra, questa caratteristica permette alla persona di conseguire gli obiettivi che si prefigge, sapendo incanalare l’energia necessaria per farlo.

Però c’è da distinguere tra motivazione e motivazione, infatti alcune ti daranno energia “momentanea“, mentre una “vera” motivazione ti permetterà di trovare una riserva “infinita” di energia.

Elon Musk, imprenditore visionario di grande successo, disse:

Quando qualcosa è abbastanza importante, lo fai anche se le probabilità non sono a tuo favore.

Ecco dunque un prezioso consiglio: per trovare una motivazione duratura, bisogna puntare in alto, avendo nobili scopi, in accordo con i propri valori. In questo modo riusciremmo a vivere anche una vita appagante e realizzante.

Come riuscire ad auto motivarsi

Tutto comincia dalla nostra mente, dai nostri pensieri. Influenzare questi potrebbe diventare la strategia vincente per mettere a punto una pianificazione che ti porterà sempre più vicino al tuo obiettivo.

Lo scopo finale deve essere abbastanza difficile, ma non impossibile, in questo modo puoi “spezzettarlo” in tanti micro obiettivi senza demoralizzarti, ma anzi, accrescendo la tua motivazione ogni volta che metterai la spunta sul “fatto“.

Tieni quindi un diario giornaliero sui tuoi progressi e spuntali quando li porti a termine.

In questo caso ti potrà essere utile leggere di più su come una mente positiva riesca a trovare più facilmente le soluzioni ai problemi, quindi troverai qualcosa di interessante nel mio articolo sull’importanza di un atteggiamento positivo e come svilupparlo.

Un altro passo importante è quello di “iniziare“, infatti molti di noi sono procrastinatori nell’anima, quindi se anche tu condividi questa brutta abitudine eccoti un articolo su come smettere di procrastinare da Ora!

4. Empatia

L’empatia cognitiva e quella emotiva ci permettono di comprendere ciò che le altre persone stanno provando e di entrare in sintonia con i loro stati d’animo, ma ciò non ci conduce necessariamente a provare un senso di solidarietà nei loro confronti o a preoccuparci del loro benessere. La terza varietà di empatia, la preoccupazione empatica, si spinge oltre, portandoci a interessarci degli altri, a mobilitarci per aiutarli se hanno bisogno

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Quando parliamo di Empatia, ci riferiamo alla nostra capacità di metterci “nei panni” di un’altra persona, vedere le cose dal suo punto di vista, immedesimandosi nella sua situazione. Questo ci porta un grande beneficio, in quanto possiamo comprendere maggiormente quello che prova e che “sente” una persona e regolarci di conseguenza. Quando però ci immedesimiamo troppo si rischia di incorrere in problemi più grandi, facendosi carico delle sue emozioni negative, dobbiamo invece imparare a proteggerci comprendendo solo il loro punto di vista e le loro sensazioni.

Quando ci rapportiamo agli altri con gentilezza e facendoli sentire compresi, stiamo sfruttando questa nostra grande capacità. In questo modo le altre persone saranno più facilmente propense a mostrare fiducia verso di noi.

Ci sono tre differenti tipi di empatia:

  • empatia emotiva, per cui ci “sentiamo” come gli altri, immedesimandoci
  • empatia cognitiva, per cui comprendiamo i motivi che suscitano gli stati d’animo di una persona, e riconosciamo il perché di quello stato d’animo
  • compassione, attraverso la quale riconosciamo le sofferenze degli altri, siamo tristi per loro, e gli offriamo il nostro aiuto.

Benefici

La dote dell’empatia e del saper entrare in connessione con gli altri facilita l’inizio di un’interazione, il riconoscimento dei sentimenti e delle preoccupazioni degli altri e stimola la risposta adeguata – è l’arte stessa della relazione. Le persone che ne sono dotate sono buoni “giocatori di squadra”, coniugi affidabili, buoni amici o partner d’affari.

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  • Beneficio del lavoratore: chi non vorrebbe che sul luogo di lavoro i “capi” mostrassero maggiore comprensione per i propri dipendenti?
  • Beneficio dell’azienda: l’abilità dei leader di essere empatici è correlata a maggiori profitti e produttività, comprendendo e soddisfacendo i bisogni dei collaboratori, instaurando un rapporto sano di fiducia.

Come sviluppare la tua empatia

Sul mio blog potrai trovare diversi articoli interessanti volti a migliorare proprio la nostra Empatia. Eccotene alcuni:

Possiamo inoltre ampliare la pratica meditativa introducendo delle piccole varianti. Vediamone qui due:

  1. Nella prima cerca di immaginarti nei panni di qualcun altro, cercando di capire che, in fondo, anche loro desiderano essere felici e sentirsi amati, proprio come noi.
  2. La seconda, prevede di avere pensieri felici per gli altri, augurando loro il meglio

5. Competenze sociali

Le persone competenti sul piano emozionale – quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente – si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico.

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Grazie alle nostre competenze sociali abbiamo l’abilità di creare e gestire le nostre relazioni con uno scopo ben preciso in mente. Sapevi che da uno studio è emerso che i manager di maggior successo sono quelli in grado di mostrare compassione ai dipendenti, mettendo la loro felicità prima degli obiettivi aziendali? Questo succede perché le persone fortemente empatiche compassionevoli hanno una maggior capacità di influenzare positivamente gli altri. Per quanto possa sembrare brutto, ognuno di noi, a modo suo, esercita le proprie competenze sociali sulle persone che ha attorno per raggiungere un proprio obiettivo. Ogni nostra relazione con un altra persona ha un fine. Con il proprio partner può essere l’avere una famiglia insieme, con un amico quello di continuare a vedersi per raccontarsi le novità, o per aver aiuto in caso di necessità e così via. Spesso lo facciamo inconsciamente, ma fidati, ognuno di noi esercita sugli altri le proprie competenze sociali!

Benefici

  • Beneficio del lavoratore: circa 1  professionista su 2 crede che le amicizie sul lavoro siano importanti per essere felici e migliorare la propria produttività.
  • Beneficio dell’azienda: per la grande maggioranza dei lavoratori è molto importante essere in buoni rapporti con i colleghi, dopotutto sono persone con le quale si condivide un enorme quantità di tempo della nostra vita.

Come sviluppare le competenze sociali

Se ti eserciti bene sui punti visti in precedenza non avrai problemi a sviluppare queste competenze, in quanto: chi riesce a comprendere e a controllare le emozioni proprie riesce a comprendere e indirizzare anche quelle altrui; le persone dotate di empatia creano un rapporto più forte e stabile con le altre persone; la tua motivazione ti manterrà sempre con un’elevata energia che potrai sfruttare per attrarre le persone a te.  

La comunicazione non è solo verbale, ma anzi la più grande percentuale della comunicazione avviene proprio tramite i gesti

Alcuni consigli che ti posso dare per aiutarti ad avvicinarti maggiormente al prossimo sono: sorridi più spesso, se senti che la persona sta affrontando un periodo problematico offri il tuo conforto, abbraccia, offri una carezza o una pacca sulla spalla. Dimostra con i gesti che tu ci sei e noterai come le reazioni intorno a te cambieranno.

Cerca di offrire sempre emozioni positive, in quanto chi si lamenta, chi si deprime facilmente, viene, giustamente, allontanato! Prova quindi ad ascoltare meglio chi hai di fronte. Cerca di mantenere il contatto visivo guardandolo negli occhi, senza sembrare troppo intimidatorio (Se non riesci a guardare qualcuno negli occhi, concentrati nel punto in mezzo alle sopracciglia, nessuno se ne accorgerà!). 

Concludendo

Le nostre emozioni ci guidano nell’affrontare situazioni e compiti troppo difficili e importanti perché possano essere affidati al solo intelletto: si pensi ai momenti di grande pericolo, alle perdite dolorose, alla capacità di perseverare nei propri obiettivi nonostante le frustrazioni, allo stabilirsi del legame di coppia e alla costruzione del nucleo familiare. Ogni emozione ci predispone all’azione in modo caratteristico; ciascuna di esse ci orienta in una direzione già rivelatasi proficua per superare le sfide ricorrenti della vita umana.

Daniel Goleman

Essere sicuri di sé e interessati; sapere quale tipo di comportamento ci si aspetta da noi e come trattenersi dall’impulso di comportarsi male; essere capaci di aspettare, di seguire istruzioni e di rivolgersi agli insegnanti per chiedere aiuto; ed esprimere le proprie esigenze pur andando d’accordo con altri bambini. Quasi tutti gli studenti che vanno male a scuola mancano in uno o più di questi elementi dell’intelligenza emotiva.

Daniel Goleman

Impariamo dunque a conoscerci davvero: cosa pensiamo, come da questi nascano le emozioni e perché ad un’emozione è legata una precisa azione. Aumentando la tua autoconsapevolezza e le altre caratteristiche descritte in questo articolo, sicuramente riuscirai a incrementare il tuo livello di Intelligenza Emotiva, la quale, come hai potuto leggere, è un fattore caratterizzante delle persone di successo

Invecchiare o maturare significa diventare più intelligenti dal punto di vista emotivo.

Daniel Goleman

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Albert

Albert lo Scimpanzé è l'autore principale del progetto EsplorativaMente. La sua conoscenza approfondita e la sua passione, lo portano a coprire diverse tematiche riguardanti la Crescita Personale, portando riflessioni e tecniche sulle potenzialità della nostra Mente.
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